L’endodonzia si occupa della diagnosi e del trattamento dei processi patologici e delle lesioni a carico della polpa e che possono coinvolgere il tessuto che circonda le radici (in particolar modo a livello dell’apice radicolare). Il segno clinico tipico di un problema endodontico è il “granuloma” riscontrato radiograficamente.

GRANULOMA

Il granuloma è una lesione di origine endodontica che insorge come conseguenza di un’infezione o infiammazione del tessuto periradicolare (generalmente periapicale) causata dalla morte della polpa e dalla presenza di batteri e loro tossine all’interno del sistema endodontico. Il granuloma rappresenta un sistema di difesa del nostro organismo verso la diffusione dell’infezione batterica; infatti, una volta rimossa la causa (cioè i batteri a livello dei canali attraverso un’adeguata endodonzia) si assiste a una completa guarigione della lesione.
Generalmente il granuloma è asintomatico e viene evidenziato attraverso esami radiografici. A volte però il paziente può riferire dolore alla percussione o compressione o rilevare la presenza di una fistola evidenziabile a livello della gengiva come un forellino attraverso cui viene drenato il pus derivante dalla lesione.

TRATTAMENTO ENDODONTICO

Esso prevede essenzialmente 3 fasi:
Diagnosi, in cui viene definita la causa della patologia e si stabilisce il piano di trattamento.
Detersione e sagomatura dei canali, attraverso cui viene rimosso il contenuto del canale radicolare (polpa, batteri, detriti) e viene data una forma tronco-conica al sistema endodontico.
Otturazione tridimensionale dei canali, ottenuta attraverso un materiale inerte termoplastico, in grado di garantire un sigillo completo onde evitare l’insorgere di lesioni periradicolari altrimenti causate dal passaggio di batteri.

Indispensabile è l’utilizzo della diga di gomma per isolare il dente da trattare dal resto del cavo orale evitando che saliva e/o batteri vadano a contaminare di nuovo il canale radicolare appena deterso compromettendo il successo della terapia endodontica.
L’utilizzo del microscopio operatorio in questo campo risulta fondamentale soprattutto nei ritrattamenti o nei casi più complessi in cui la visione fortemente ingrandita che consente questo strumento è indispensabile ad esempio per rimuovere strumenti rotti all’interno dei canali, riparare perforazioni o gestire anatomie particolarmente complesse.

QUANDO UN TRATTAMENTO ENDODONTICO

• Denti vitali: in caso di pulpite (infiammazione irreversibile della polpa, caratterizzata da un dolore pulsante e intenso), carie molto profonda oppure per fini strategici (quando la preparazione protesica per un futuro restauro protesico potrebbe portare a sofferenza pulpare).
• Denti necrotici: elementi che sono già andati incontro a “morte” della polpa (causata ad esempio da carie penetranti o da eventi traumatici).
• Denti già trattati endodonticamente: su questi denti può essere necessario reintervenire nel caso in cui nella cura precedente si siano verificati dei problemi che non hanno permesso di ottenere una perfetta chiusura dei canali (anatomie complesse, presenza di calcificazioni, strumenti rotti, perforazioni,…).